Percorso

Le cascine

La cascina a corte, o più semplicemente cascina, è una struttura agricola tipica della Pianura Padana.  All’interno sono presenti stalle, fienili, sili, granai, caseifici, pozzi, forni, magazzini, mulini e abitazioni dei contadini in un’unica struttura, lontane dai centri abitati.  Nella Bassa prevale la grande cascina situata al di fuori del nucleo abitato, con edifici per lo più disposti attorno ad una grande aia. La casa padronale, i rustici per il ricovero degli attrezzi agricoli e la stalla.

Il territorio è caratterizzato da un’alternanza di architetture rurali e palazzi signorili, spesso si tratta di strutture abbandonate, che ricordano ancora la loro passata ricchezza.

Il cascinale Cacciabella aveva un tempo una dotazione di circa duecentoventi ettari, arricchita da un bel oratorio, la si può raggiungere a piedi o in bici percorrendo l’argine di destra del Chiese in direzione nord fino alla località denominata Branchello e piegando quindi a sinistra, previo attraversamento della ferrovia, con una percorrenza di circa tre chilometri. Un’altra di queste ville è la Croce-Mortara, nella direzione di Casalromano, confinante a suo tempo con l’ex convento degli Eremitani scalzi di S. Agostino, di cui resta parte del muro di recinzione.

Palazzo Roccio in Via Saccole Pignole si presenta con la sua struttura di residenza extraurbana cinquecentesca, modificato nelle proporzioni originarie a causa del sopralzo reso evidente dalla spaccatura in due parti distinte del cornicione (trasformazione settecentesca); modificate pure le finestre e il portale ricomposti con moduli post-barocchi.

Villa Varini, in località Barchi, costituita da un edificio rettangolare che si sviluppa su tre piani con finestre contornate da sottili cornici in stile tardo neoclassico. Nelle immediate vicinanze è possibile ammirare la cascina Corte (o corte Tenca), un ordinato complesso rurale collegato alla strada per Asola da una lunga prospettiva costituita da un duplice portale di cui il primo è posto ai bordi della strada ed il secondo nel perimetro della costruzione rustica. Nel 1866 ospitò il principe ereditario Umberto in viaggio verso Custoza.

Villa Agostina, una grande cascina a corte chiusa, probabilmente dimora nobile in origine trasformatasi poi in un complesso rurale estremamente particolare. Un imponente portone d’entrata in mattoni con arco a tutto sesto. lateralmente una chiesetta ottocentesca con campanile quadrato e apertura verso la strada, lambita dal Vaso Asolana. Entrando e procedendo in senso antiorario, fa seguito la casa padronale e, affacciati sull’aia, la serie di edifici destinati alle varie funzioni relative alla conduzione di un esteso fondo agricolo (abitazioni coloniche, stalle, fienili, barchesse…).

Ricordiamo anche corte Rattone di proprietà della famiglia Ziacchi, posta sulla strada del convento di S. Francesco (era dell’ordine dei Minori Osservanti: la fondazione risale a una donazione del 1451 fatta a Giovanni da Capestrano); la Caccialupa (dal nome del capitano delle milizie al soldo dei Gonzaga); la Mangina; la Cicognara; Campo Regio con il magnifico parco che la circonda e così nominata in quanto già quartiere generale di Massimiliano I nell’assedio del 1516; la Mangera dei conti omonimi; la Zappaglia del celebre fisico-matematico; la Bracciatella; i Ronchi; il Lavichiello; i Brusadizzi e per finire, la cascina Santa Fè e la corte Madriles di struttura spagnola con un piccolo laghetto formato dal Palpice.

 

 

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