Arrivedersi – Murale

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Una mano aperta, simbolo di identità e del fare, sorregge un fiume. Il Chiese, che con il suo continuo scorrere ha plasmato il territorio e ha permesso la nascita del primo abitato, ci accompagna lungo tutto il disegno. A tratti lento e sottile, in alcuni punti più impetuoso, diventa il legame che tutto unisce, un filo che lega nel tempo e nello spazio.

Il campanile della Cattedrale che maestoso domina il profilo della città, vigile e protettivo, è seguito da un libro aperto. Pagine scritte e da scrivere, che rimandano ai manoscritti di Lodovico Mangini con i suoi racconti sulla Storia di Asola.

Le spighe di grano, emblema antico di prosperità, rappresentano l’eterna ciclicità della natura. Ercole, con il suo volto chiude il disegno, lo sguardo verso l’osservatore, immobile e fiero, a rappresentare la forza verso un destino avverso. In secondo piano, come silhouettes monocromatiche, altri importanti simboli di Asola. Si riconoscono la kylix attica di fine VI secolo a. C. custodita in Museo e la marca tipografica con il delfino e l’ancora a ricordo delle Edizioni Aldine, celebri nella storia della tipografia italiana, fondate dall’asolano Andrea Torresano insieme ad Aldo Manuzio.

Proseguendo ritroviamo altri elementi, che come le spighe, descrivono il paesaggio agricolo che caratterizza il territorio con le sue distese di campi: la foglia di quercia e la ruota di carro.

A seguire una campana, il cui profondo significato affonda le sue radici nell’antichità. Le campane, da sempre legate alla vita comunitaria, sanciscono lo scorrere del tempo, comunicando con un linguaggio universale eventi importanti della vita.

A delineare lo spazio scenico dell’intera rappresentazione le arcate dei portici della vicina Via Mazzini con il loro susseguirsi ritmico e la loro storia di architettura privata divenuta patrimonio pubblico.

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