Territorio

Cultura e storia

Assedio di Asola – 1516

“Calatovi poscia con tutto l’esercito…fece alzare contro la piazza quatro batterie di otto pezzi di canon l’una, cioè una contro Porta Fuori, sopra un dosso, la seconda contro Porta Chies, la terza e più riguardevole a Porta di Sopra, di sopra alli mulini…e la quarta contro la rocca…

Così descrive l’episodio storico dell’Assedio lo storico Ludovico Mangini ricordando l’arrivo delle truppe imperiali di Massimiliano I ad Asola nel 1516. L’obiettivo primario, a seguito della Battaglia di Agnadello, era quello di indebolire sempre più il potere della Serenissima. Gli Asolani non si arresero, guidati dal capitan di ventura Riccino Daina e sostenuti dall’allora provveditore Francesco Contarini, riuscirono a difendere la città. Massimiliano batté in ritirata senza oltrepassare le mura.  L’evento è reso famoso da un telero attribuito al Tintoretto, la cui copia è visibile presso il locale Museo civico.

L’opera, realizzata tra il 1544 e il 1545, viene commissionata a Venezia dalla nobile casata dei Contarini come testimonianza d’orgoglio per aver partecipato alla difesa della città. L’assedio è rappresentato in due scene differenti: una con la battaglia, il fiume e la fortezza sullo sfondo; l’altra con la consegna dello stendardo al provveditore Francesco Contarini da parte di quattro notabili asolani come segno di riconoscenza, essendo egli riuscito a tener testa alle truppe di Massimiliano I, impedendo loro d’impossessarsi della piazzaforte.
La ricerca storica prende spunto da una stampa fotografica (Archivio Alinari) di proprietà civica databile al 1938. L’opera rimane sul mercato collezionistico italiano fino agli anni Quaranta del Novecento, nella fattispecie nei beni della famiglia fiorentina del senatore Alessandro Contini Bonacossi. Alla sua morte viene venduta dagli eredi e in seguito a numerosi acquisti e spostamenti se ne perdono le tracce. Il quadro espatria in America dove, dopo varie aste, viene acquistato da Barbara Piasecka Johnson di origini polacche ed esposta al Museo Nazionale di Poznan. Dopo la morte dell’ereditiera, nel 2014, l’opera viene venduta ad un’asta da Christie’s ritornando a far perdere le sue tracce.

Il fatto storico viene oggi ricordato annualmente da una rievocazione storica a cura dell’Associazione La Quadra.

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