Territorio

Cultura e storia

Piazza XX settembre

Piazza XX Settembre a differenza di altre piazze formatesi come sagrato di un edificio di culto, è una piazza con una funzione politica. A dominare su un lato è il palazzo municipale con il lungo porticato in diretta comunicazione con lo spazio aperto. La Chiesa, sul lato corto, offre il prospetto laterale e non l’imponente facciata. A caratterizzare ulteriormente questa espressione del potere civile è collocata la fontana d’Ercole, costruita in prossimità di un pozzo pubblico per l’approvvigionamento idrico.

Otto colonelli in marmo delimitano il confine della vasca quadrilobata, mentre quattro cavalli marini alternati a delfini sorreggono un secondo bacino formato da quattro conchiglie su cui poggia il piedistallo che regge il gruppo scultoreo dell’Ercole che schiaccia l’Idra. Nel fondo del bacino sono identificabili quattro scudi: due corrispondenti agli stemmi del Provveditore e del Podestà, uno del Comune e l’altro con un’iscrizione che ricorda alcuni lavori di restauro eseguiti nel 1826.
Le ricerche attribuiscono il disegno dell’opera al pittore e architetto Pietro Maria Bagnadore (Orzinuovi 1550 ca. – post. 1627), attivo alla corte di Alfonso Gonzaga a Novellara.
Per la realizzazione dell’opera si trova il nome dello scultore trentino G. A. Carra il Vecchio. I due artisti li ritroviamo anche nella realizzazione della fontana della Torre della Pallata a Brescia.

La scelta del tema dell’Ercole nell’atto di schiacciare l’Idra, mostro dalle sette teste, è legata al mito fondativo che Brescia adotta sotto Pandolfo III Malatesta signore della città dal 1406 al 1421. In questo periodo sulla scia degli impulsi umanistici, si avverte la necessità di inventarsi un’ascendenza che si rifaccia all’antico; viene scelto così l’eroe per eccellenza simbolo di forza, virtù, altruismo e giustizia: Ercole.
La statua è una copia eseguita dall’artista veronese Mario Salazzari (1904-1993) e sostituisce l’originale, ora conservata in Museo, a seguito di un atto vandalico del 1946.

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